E' sempre molto facile apprezzare in qualcuno la puntualità. Che questa si riveli nell'occasione di un appuntamento galante o che appaia su un campo di calcio a 5, essa rappresenta sempre un ottimo biglietto da visita. Il ritardo invece... Il ritardo è come un neo peloso sulla guancia di una persona, che al solo vederlo ci ritorce lo stomaco in spasmi di schifo portandoci a volgere altrove il nostro sguardo, salvo poi fermare gli occhi su uno specchio, e notare compiaciuti che un neo molto simile dimora sul nostro volto rendendolo addirittura interessante. In altre parole il ritardo inflittoci da altri è spesso un'offesa fastidiosa, che si tramuta però in tollerabile mancanza quando siamo noi stessi a far aspettare qualcuno. Dalla puntualità non può che nascere qualcosa di buono, penseranno dunque in molti. Vero, in parte. Nella partita di giovedì contro il Pragma il più puntuale è stato Pàsseri, che per ben tre volte è riuscito a trovarsi nel posto giusto al momento giusto per infilzare il portiere ospite. Puntuali sono stati anche i tifosi a recepire le nuove direttive istituzionali, che consentono ora ai supporters di sedersi a bordo campo nell'attesa della definitiva riapertura delle tribune della Max Valier Arena. Esistono anche casi in cui la puntualità assume però l'incerto contorno della coincidenza, fino a diventare talvolta una puntuale fatalità. Tornando al match, la coincidenza ha voluto che il nostro Vinci fosse assente per una forte nostalgia di Germania, mentre la fatalità si è manifestata nella forma di un non grave incidente in motorino, che ha provocato l'esclusione dalla lista anche di Nicolussi. Visti anche i lungodegenti Stablum, Pavani e Pintarelli, si spiega la scelta (quasi) obbligata di presentarsi con due soli cambi.
Ma torniamo un secondo al ritardo. Possibile che da
quell'orribile, disgustoso neo non possano germogliare talvolta, al posto di lunghi peli neri, floridi germogli di vittoria? Se, come abbiamo visto, anche la magnifica puntualità può degradare verso nefasti abissi, bisognerà, di contro, riconoscere anche al ritardo alcuni connotati positivi. La mia ragazza, per esempio, non si è mai lamentata di un forte ritardo tra le lenzuola, così come molti sono i casi in cui un ritardo si rivela provvidenziale: ho un amico ad esempio, che per il suo conclamato ritardo mentale è riuscito a scampare la naia! Ovviamente, parlando di Futsal Dolomiti, non c'è cosa più immediata che associare al ritardo il volto stempiato di capitan Pantozzi. Nella vita di tutti i giorni, questa brutta persona è infatti solita trovarsi puntualmente in ritardo esagerato, di qualunque natura siano l'appuntamento e la persona che lo aspetta. Ma in questo caso era tutta la squadra che aspettava che il Pantozzi si svegliasse e tornasse al gol, ed è così che la sua ritardataria doppietta assume i lineamenti di una piacevole liberazione.
Note di merito per la bella vittoria finale (5 a 1) sul Pragma, vanno anche a Mizzon (miglior partita della stagione, nonostante la consueta freddezza sotto porta) e a Selva, quasi insuperabile tra i pali.
Concluderei questo elogio del ritardo scusandomi con i lettori per la lentezza nel pubblicare questa cronaca, ma il futsal non può sempre essere una priorità! E poi, come detto, non tutti i ritardi vengon per nuocere...
P.S. Venerdì 4 Novembre giochiamo a Merano contro l'Holiday!!! Ricordiamo ai tifosi che a Merano ci sono i cavalli ed H&M, quindi venghino signori, puntuali come i treni, alle Segantini a sostenere il Dolomiti!