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A.S.D. Futsal Dolomiti


C'è Santo che tenga

Secondo alcune fonti, S. Quirino di Roma, martire nella capitale nell'anno domini 269, sarebbe raffigurato spesso e volentieri con dei chiodi, un falco ed uno scudo. Secondo altre fonti, lo stesso santo viene raffigurato invece sotto forma di rinoceronte in maglia gialla con un pallone bucato ai piedi. E' di quest'ultima rappresentazione che ci occupiamo oggi nello spiegare quanto successo giovedì scorso. La palestra è sempre quella della Max Valier Arena, sempre con le tribune inagibili ma con tifosi a bordo campo, e sempre teatro di partite dal dubbio valore estetico, come quella disputata da S. Quirino e Fuzzaldolomiti. I condorini improvvisano da subito una partenza a quattro sistematica all'occhio di bue che manda in pappa le loro fragili menti e rende la manovra più sterile della passera della pur bella Rosi Bindi (B. non sempre era in torto), ma frutta comunque il gol dell'uno a zero, firmato da capitan Pantozzi che fingendo di fare una finta sbilancia la difesa avversaria e buca il portiere. Abbracci gay tra i giocatori in campo e palla al centro. San Quirino non ci sta, affila le sue armi e approfitta della ridotta capacità mentale dei dolomitici, che dopo aver rischiato numerose volte con degli avventati passaggi in orizzontale, si vedono inchiodare dall'amico di mille sbronze Emanuel Principi, che non esulta in onore del comune passato professionale nel Profilo Basso.
Il Dolomiti riesce poco dopo a tornare in vantaggio grazie ad un bel contropiede, conclusosi con l'assist del capitano (decisivo quest'oggi, nel bene e nel male) per Lorenzini, che di piattone destro insacca il 2 a 1. Come detto, S. Quirino non è solo chiodi, e difatti poco dopo è quel falco di Trappolin a trovare il pareggio per i rionali. Dopo il time out chiamato dal Mister, il Dolomiti abbandona la sperimentazione e torna al suo gioco classico fatto di schiva, piegati, evita, tuffati e schiva, ma il primo tempo finisce, e la gentil bidella si dimentica di aprire le porte degli spogliatoi.
Il secondo tempo è la sagra dei gol sbagliati ed è caratterizzata dall'evidente ubriachezza del direttore di gara, colto più di una volta in evidente stato confusionale. Il Dolomiti sfiora il vantaggio con un quasi eurogol di Lorenzini e si trova più volte di fronte al portiere avversario con bomber Pàsseri, claymore Gastaldelli, precisione Mizzon e con la seconda faccia (quella consumata dalla rogna) del nostro amato capitano: da tre giorni beve ininterrottamente chiuso nel buio di camera sua nel tentativo di dimenticare il gol divoratosi sotto porta che avrebbe potuto chiudere la partita e fare di lui San Claudio. Il match si definisce quando la difesa condoriana combina la classica ignorantata con retropassaggio raccolto dal portiere, che aveva però dato il la all'azione. Dalla punizione che ne segue nasce il tiro rasoterra di Bruson che brusa il muro dolomitico messo a barriera dal giovine Selva, e si insacca per il pareggio finale. Negli ultimi minuti il Dolomiti si gioca la carta "portieredimovimento" ma lo scudo di San Quirino regge e respinge, e innesca anzi un contropiede solitario di Trappolin, che subisce una lieve trattenuta da parte di Pantozzi e si tuffa inducendo l'arbitro ad estrarre il cartellino rosso ai danni del Capitano (forse è una visione un po' di parte, poiché le immagini televisive lasciano pochi dubbi in merito alla correttezza della suddetta espulsione, ma a me - senza occhiali - sembrava simulazione!!). Di fatto bisogna ringraziare Pantozzi, che non si è fatto mancare proprio niente quest'oggi: 2 gol, 1 assist, 1 gol sbagliato ma anche uno salvato, ed un bel rosso che gli farà saltare la gara con il Bronzolo, che essendo un farm team non conta per la classifica reale: astuto!

 

 

(nella foto: Alessandro "SuperMario" Mizzon, prova tutto cuore e grinta per lui)

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