Quel venerdì avevo deciso di sentire già nel pomeriggio il lungodegente Stablum per chiedergli se aveva intenzione di andare a vedere la partita dei nostri compagni a Merano contro il Bubi. Superate le titubanze derivanti da un leggero mal di testa da lavoro, André – questo il suo nome – mi disse che sarebbe passato a prendermi, e che alle 20.30 spaccate saremmo stati già sugli spalti della palestra Segantini a tifare come i pazzi. Ma tra una cosa e l'altra si sa, chi va con André arriva ai quarantatré, così accedemmo alle tribune con il Futsal Dolomiti già sotto di un gol e scoprimmo di non essere i soli sostenitori della squadra: infatti oltre ad Elisa, nostra fidata pilota, trovammo Alessandra e la fedelissima Irene, insieme al nuovo acquisto Giorgio Biasio, ancora alle prese con i test di Dolomiti Lab e quindi non convocabile, ed il giovane portiere Selva, tenuto fuori da pressanti impegni lavorativi. Viste anche le assenze del bimbo d'oro Vinci e di Nicolussi (l'uno all'estero, squalificato l'altro), fu subito evidente quante poche fossero le carte nella mano del pur esperto pokerista Armani. Giusto il tempo di estrarre le birrette dalla borsa frigo societaria, timbrare le Fan Card ai tifosi e farci spiegare la (cappellosa) dinamica del 1 a 0, ed ecco che vedemmo il tasso culturale del Dolomiti emergere a portare un improvviso pareggio: dal medico in famiglia Manfrin partì un diagonale spinto in porta dal neo dottore Pintarelli, e la mia acciaccata schiena riuscì a stento a resistere all'entusiasmo generatosi sugli spalti. Poi il vuoto. La nostra squadra del cuore
sembrava non riuscire più a portare a termine un contropiede, sembrava stoppare la palla a metri di distanza, sembrava subire l'iniziativa avversaria, sembrava... Sembrava un cazzo! Era proprio così! E infatti arrivò il raddoppio meranese, e poi anche il 3 a 1 in contropiede partito da un corner a favore dei condorini. Non è proprio serata, pensammo sugli spalti quando entrò anche il quarto gol. La solita rete dell'inesauribile capitan Pantozzi (che avrebbe poi saltato la gara successiva contro la Febbre Gialla a causa delle molteplici bruciature riportate per “prendere un po' di colore” al centro estetico) regalò un ultimo spiraglio di luce in quella grigia serata, subito smorzato dal 5 a 2 bubino, arrivato nel finale con il Dolomiti schierante il Mizzon in versione “portiere di movimento”. La classifica cominciava davvero ad essere triste...