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A.S.D. Futsal Dolomiti


Della Morfina, per favore!

Se fossi un vero nerd intrippato duro di giochi di ruolo, per dare un nome all'ultima uscita stagionale del Futsal Dolomiti sceglierei l'espressione “fallimento critico”, ovvero il peggior tiro di dadi che un personaggio possa immaginare di produrre nel tentativo di superare una prova, e che ha come conseguenze i più inimmaginabili e nefasti accadimenti che una mente creativa possa concepire. Tuttavia sono due le ragioni per le quali non mi autorizzo a dare un titolo del genere a questa cronaca: se da un lato infatti non posso definirmi “un vero nerd intrippato duro di giochi di ruolo”, dall'altro devo ammettere di non aver affatto visto la partita di cui sto parlando, cosa che rende difficile ma curioso darne un resoconto su questo sito.
Negli ultimi mesi stavo giocando liberamente a calcio a 5 come tutti, quando all'improvviso tra uno scatto e una doccia calda ho pescato la carta “ernia al disco”. Sul retro, la spiegazione della carta recitava: “stagione conclusa e stop di 10 giorni in ortopedia, senza passare dal via”. Ecco che allora sorgeva immediatamente il problema di come fare per riuscire a vedere Bolzanese – Dolomiti senza poter uscire dal S. Maurizio. Ho provato inizialmente col recarmi in sala intrattenimento e vedere se la davano in tele. Niente. Poi ho pensato: rojadirecta!!! Niente, ovviamente. Allora ho chiamato il mio amico Ruben, tifoso nr.1 dei condorini, pregandolo di aggiornarmi in tempo reale dal campo sugli sviluppi del match.
La cronaca della partita, sarà quindi basata sulla corrispondenza telematica tra me e Ruben, e sulle sensazioni da essa suscitate.
Il primo messaggio arriva alle ore 21.43, quando nella stanza nr. 5 le luci sono spente da un pezzo e il silenzio è interrotto principalmente dai miei scostanti lamenti di dolore e dalle involontarie flatulenze dell'anziano che occupa il letto di fronte al mio. La notizia è buona: “
raddoppio difensivo di Pavani. Palla recuperata e Vinci in contropiede si gioca bene l'uno contro uno e battezza Jesus...”. Stando attento a non svegliar nessuno, rispondo a Ruben e mi giro nel letto cercando il lato migliore da cui seguire i venturi sviluppi, che tardano però ad arrivare facendomi piombare in uno stato di dormiveglia dal quale vengo destato dalla vibrazione del Samsung alla fine della prima metà di gara: “fine primo tempo – recita il nuovo sms – sempre 1 a 0 con un paio di pali (Gastaldelli e Borgo) e qualche pericolo in contropiede altrui”.
Beh, con un gol e due pali la mia mente produce immagini eroiche di un Dolomiti all'attacco col coltello tra i denti, pericoloso e vicino al raddoppio! Smetto di pensare per un secondo alla partita e chiedo al mio Pellegatti quanti tifosi ci sono e se hanno le loro sacrosante birrette. La risposta delle 22.11 è impietosa: “
6 tifosi a secco... nel frattempo pareggio...”. Poco male, dai, è appena iniziato il secondo tempo e c'è ancora tutto il tempo per vincere; nel frattempo chiamo l'infermiera e mi faccio staccare la flebo, che quella che ho addosso è finita e mi sembro un cyborg con questo cavo che mi esce dal braccio!
Alle 22.17 un ruggito dell'anziano quasi mi impedisce di avvertire la vibrazione del cellulare che porta seco il nuovo sms: “
si fa male Jurgen (il nostro portiere giovane, ndr) ed entra Giorgio (il nostro portiere datato, ndr)”. Cazzo – penso – povero Jurgen! Ma in fondo farsi male ci sta, l'importante è insistere.
I sette minuti che mi separano dal prossimo sms di Ruben sono lunghi e generano ansie e paure che non tarderanno a prendere forma: scrivo qui sotto i 5 sms recapitatimi nei successivi 10 minuti, lasciando immaginare la progressiva incrinatura delle rughe del mio volto e gli spruzzi di sangue rilasciati dal mio martoriato cuore di tifoso.

22.24 “
Palo incredibile a porta vuota Bolzanese
22.28 “
Papera Giorgio... 2 a 1
22.29 “
3 a 1 in contropiede
22.31 “
4 a 1... non scrivo più
22.34 “
ti scrivo solo xché ha fatto goal Ale (Mizzon, una rarità, ndr) di punta
da centrocampo


Il match termina dunque con una sconfitta esterna per 4 a 2. A questo punto non resta che dormire ed aspettare il giorno seguente per conoscere gli umori dei miei compagni, sicuramente delusi e depressi per questo baratro tetro e vorticoso in cui il Condor sta rovinosamente picchiando, sgraziato e senza controllo. Spengo il telefono, scorreggio più forte del mio anziano inquilino, e chiudo gli occhi. Buonanotte.

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