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A.S.D. Futsal Dolomiti


Per Vincibacco

Questa volta, per descrivere la partita di giovedì scorso contro la rinnovata Bolzanese di quest'anno, cercheremo di avvalerci della sconfinata simbologia del numero 7. Già, poiché sette sono le reti subite, ma anche quelle siglate dal Futsal Dolomiti in questa quinta giornata di campionato che precede il turno di sosta. Tralasciando i 7 peccati capitali, le 7 virtù, i 7 sigilli dell'apocalisse o ancora i 7 dolori di Maria, crediamo che il simbolo più pertinente non ci arrivi in questo dalla Santa Madre Chiesa o dalla Storia, bensì dalla Smorfia napoletana, dove il numero sette rappresenta niente popò di meno che un vaso da notte.
Non che sia stata una partita “de merda”, soprattutto per chi l'ha vista da fuori (poca roba in realtà viste le tribune ancora sigillate), ma sicuramente una partita in cui entrambe le squadre se la sono fatta sotto in più di una occasione.
La prima e la seconda delle 7 piaghe che la Bolzanese scaglia sul Dolomiti sono speculari: in entrambi i casi la palla indirizzata verso il secondo palo si infila sotto le gambe del diretto marcatore e arriva sui piedi dell'attaccante di turno sorprendendo gli addormentati giocatori dolomitici. Il Dolomiti, seppur spiazzato e in imbarazzo difensivo, risponde colpo su colpo con un Vinci incontenibile (e si ritorna al vaso da notte) e un Lorenzini decisamente troppo nervoso per non ipotizzare per lui un ricovero coatto. Palla al centro e la difesa di casa continua a riposare lasciando segnare l'ottimo D. Angelini (tripletta per lui), che senza fretta arriva all'uno contro uno davanti a Selva e insacca. L'irrequieto Lorenzini rimette ancora le cose a posto su suggerimento di Nicolussi, ma il film della partita rimane quello: Dolomiti a testa bassa in avanti, che crea ma non sfonda e subisce contropiedi inguardabili, lasciando autostrade libere dal traffico in mezzo al campo. Grazie a Dio c'è Vinci, che si tira sulle spalle la squadra e risponde personalmente ad ogni gol segnato di qui in avanti dalla Bolzanese. Quando tira in porta segna, quando la passa sul secondo palo fa incappare il difensore nel più classico degli autogol. Ad onor di cronaca è doveroso render grazie anche del fatto che a calcio a 5 non esistono i gol da ½ punto, perché se così fosse staremmo a parlare di una sconfitta, dato l'ultimo clamoroso contropiede della Bolzanese che non sfrutta un 2 contro zero (solo il portiere) che avrebbe bruciato sui dolomitici più delle ulcere che Dio scagliò sugli egiziani e sui loro animali in occasione della sesta piaga.
Insomma, la macchina del Condor ha un buco nella porta, ma almeno sono tornati i gol, latitanti o comunque rari nelle ultime uscite ufficiali.
Da segnalare il bel terzo tempo condiviso dai condorini con alcuni giocatori della Bolzanese, che a fine partita si sono fermati a bere le birrette destinate ai nostri tifosi, ancora colpiti dall'alone di mistero che copre questa farsa delle tribune chiuse alla Max Valier Arena.


 

 

(nella foto: E' Alessandro Vinci a impedire che la Bolzanese tiri definitivamente lo sciacquone)

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